Storia della Cannabis: cosa ci dicono i nostri antenati?

Alla scoperta delle origini della cannabis: un viaggio nelle epoche antiche.

 

Introduzione

La storia della cannabis e del suo uso da parte dell’uomo risale almeno al terzo millennio a.C. per quanto ci è possibile leggere nella storia scritta, o a un periodo ancora più lontano, se ci basassimo sulle ricerche archeologiche. Per millenni la pianta è stata apprezzata e utilizzata per la produzione di fibre e corde, come alimento, come medicinale e, grazie alle sue proprietà psicoattive, per uso religioso e ricreativo.
Le prime restrizioni sulla cannabis sono state segnalate nel mondo islamico durante il XIV secolo, mentre nel XIX secolo ha cominciato ad essere limitata anche nei paesi coloniali, spesso come conseguenza di lotte razziali e di classe. A metà del XX secolo il coordinamento internazionale ha portato a restrizioni radicali sulla cannabis in gran parte del mondo e sarà solo nel XXI secolo che alcune nazioni inizieranno a cambiare il loro approccio alla cannabis, con misure adottate al fine di depenalizzarla, come accaduto ad esempio in Canada nel 2001, la prima nazione a legalizzare la cannabis terapeutica, e nel 2015 per l’Uruguay, primo paese a legalizzarla per un utilizzo ricreativo.

Ma cerchiamo di scoprire insieme qualche altro dettaglio interessante sulla storia antichissima di questa pianta dai mille usi.

La pianta

Il genere “cannabis” si riferisce ad una pianta fiorita di cui Schultes individua tre specie principali: Cannabis Sativa (originaria dell’Europa e delle Americhe e caratterizzata da foglie lunghe e sottili), Cannabis Indica (proveniente in larga parte dall’India e da parti dell’Asia, con foglie larghe e dalla dimensione più compatta) e Cannabis Ruderalis (autoctona di Siberia e Russia, di dimensioni minori e con forma leggermente conica). Queste piante contengono oltre 100 sostanze chimiche biologicamente attive chiamate cannabinoidi, con THC e CBD i quali maggiori rappresentanti. Le preparazioni grezze di cannabis includono foglie secche, steli e baccelli di fiori (marijuana), resine (hashish) ed estratti oleosi (olio di hashish), tutti utilizzati nel corso dei secoli soprattutto per le loro proprietà psicoattive. In generale, i prodotti a base di cannabis derivati dalla cannabis sativa presentano un rapporto CBD/THC più elevato rispetto ai prodotti derivati dalla cannabis indica. Nel corso degli anni sono stati cresciuti diversi ceppi di cannabis per massimizzare il contenuto di THC o, al contrario, per ridurre il contenuto di THC e aumentare la concentrazione di CBD e di altri ingredienti non psicoattivi.

Storia

Originaria dell’Asia centrale o dei primi contrafforti dell’Himalaya, la cannabis veniva inizialmente coltivata in Cina per la produzione di fibre e semi, e in India per la produzione di resina. Per molti secoli, le società europee e dell’Asia orientale hanno utilizzato principalmente ceppi di cannabis contenenti basse quantità (< 1%) di  Δ9-THC, con un uso principalmente volto alla produzione di fibra e cibo. Viceversa, le società africane, mediorientali, dell’Asia meridionale e del Sudest asiatico hanno fatto uso di cannabis principalmente per le sue proprietà psicoattive, con ceppi provenienti da queste regioni che spesso arrivavano a contenere fino a un 5-10% di THC.

Come prova dell’importante ruolo della pianta nell’antica cultura cinese, gli scavi archeologici nella regione autonoma cinese dello Xīnjiāng 新疆 hanno recentemente riportato alla luce una tomba di uno sciamano vecchia di 2.700 anni che conteneva una grande riserva di cannabis, perfettamente conservata dalle condizioni climatiche e di sepoltura, presumibilmente utilizzata come agente medicinale o psicoattivo o come aiuto nella divinazione.

La cannabis, chiamata in cinese má 麻 (carattere che significa “canapa; cannabis; intorpidimento” costituito a livello grafico da due piante 林 sotto una copertura 广) o dàmá 大麻 (“grande canapa“), fu utilizzata a Taiwan per la fibra oltre 10.000 anni fa. Il botanico Li Huilin (李慧林, 1911-2002) ha scritto che in Cina «L’uso della cannabis in medicina ha visto probabilmente uno sviluppo molto precoce; dal momento che gli esseri umani dell’antichità utilizzavano semi di canapa come alimento, era naturale che scoprissero anche le proprietà medicinali della pianta».
I primi studi sull’uso medico della cannabis risalgono all’imperatore cinese Shénnóng 神农 (2.700 a.C. circa) che nel suo Shénnóng Běncǎo Jīng 神農本草經 (“Il Classico delle Erbe“), descrive la cannabis in questo modo: «I fiori quando scoppiano (quando ne viene sparso il polline) si chiamano máfén 麻蕡 o mábó 麻勃. Il momento migliore per la raccolta è il settimo giorno del settimo mese. I semi sono raccolti nel nono mese. I semi che sono penetrati nel suolo sono dannosi per l’uomo. Cresce sul monte TàiShān 泰山 nello Shāndōng 山东 […]. I fiori, il frutto (seme) e le foglie sono officinali. Si dice che le foglie e il frutto siano velenosi, ma non i fiori e i gherigli dei semi.»

Al primo chirurgo cinese Huá Tuó 華佗 (c. 140-208) viene riconosciuto il merito di essere stato il primo a usare cannabis come anestetico. Egli ridusse la pianta in polvere e la mischiò al vino per la somministrazione prima dell’intervento chirurgico. Il termine cinese di “anestesia” (mázuì 麻醉) significa letteralmente “intossicazione da cannabis”. Elizabeth Wayland Barber dice che la testimonianza cinese «dimostra una conoscenza delle proprietà stupefacenti della cannabis almeno dal I millennio a.C.», quando il carattere má 麻 era già usato con un significato secondario di “intorpidimento; privo di sensi“.

Anche gli antichi Greci usavano la cannabis per curare ferite e piaghe dei loro cavalli. Negli esseri umani, le foglie secche di cannabis erano invece usate per trattare le emorragie nasali, mentre i semi di cannabis venivano impiegati per espellere la tenia, anche se l’uso più frequentemente descritto di cannabis negli esseri umani era quello di ripiegare i semi verdi di cannabis in acqua o vino, per poi usare l’estratto caldo, togliendo i semi, come trattamento contro infiammazione e dolore. Nel V secolo a.C. lo storico greco Erodoto descrisse come gli Sciiti del Medio Oriente usassero la cannabis nei bagni di vapore e come queste terme portassero la gente ad uno stato euforico. Lo stesso Erodoto riporta poi un utilizzo di cannabis anche in Assiria, Babilonia e Palestina.

Riferimenti alla cannabis con finalità terapeutiche sono presenti anche in documenti provenienti dall’Antico Egitto, come ad esempio il Papiro di Ebers, risalente al 1550 a.C. circa, il quale riporta una prescrizione di cannabis impiegata nel trattamento delle l’infiammazioni. Altri papiri egiziani che trattano di tematiche simili sono il Papiro di Ramesseum III (1700 a.C.), il Berlin Papyrus (1300 a.C.) e il Chester Beatty Medical Papyrus VI (1300 a.C.). Gli antichi egizi usavano la cannabis in supposte per alleviare il dolore delle emorroidi e per curare gli occhi dolenti. L’egittologa Lise Manniche nota il riferimento alla “cannabis medica vegetale” in diversi testi egiziani, uno dei quali risale al XVIII secolo a.C.

Spostandoci più a est, scopriamo come la cannabis fosse una componente importante nelle pratiche religiose e medicinali anche nell’India antica. Per molti secoli, la maggior parte della vita nell’India antica ha incorporato cannabis di qualche forma, utilizzata per curare una molteplicità di malattie e disturbi, tra cui insonnia, cefalea e tutta una serie di disturbi gastrointestinali, oltre al dolore in generale e più nello specifico i dolori legati al parto.

In conclusione possiamo affermare che ovunque vagassero le popolazioni del mondo antico, i semi della preziosa pianta di cannabis erano sempre presenti. Dalla Cina a est fino alla Valle del Rodano a ovest, la diffusione dei semi è stata capillare. Freddo, caldo, bagnato o secco, terreno fertile o sterile, non faceva alcuna differenza, l’importante era avere con sé i “magici” semi.

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI e APPROFONDIMENTI

Perucca Emilio, Cannabinoids in the Treatment of Epilepsy: Hard Evidence at Last?
Abel Ernest L., Cannabis in the Ancient World. Marihuana: the first twelve thousand years, New York City, Plenum Publishers, 1980.
Li HuiLin, An Archaeological and Historical Account of Cannabis in China, in «Economic Botany», 28.4:437–448, 1974.
Li Huilin, The Origin and Use of Cannabis in Eastern Asia: their Linguistic-Cultural Implication, 1975.
Rubin, Vera, Cannabis and Culture, Mouton, The Hague, 1975.
Arnao Giancarlo, Erba proibita. Rapporto su hashish e marihuana, Feltrinelli, Milano, 1978.
Bretschneider Emil, Botanicon Sinicum: Notes on Chinese Botany from Native and Western Sources. Part III, Botanical Investigations in the Materia Medica of the Ancient Chinese, Kelly & Walsh, 1985.
de Crespigny Rafe, A Biographical Dictionary of Later Han to the Three Kingdoms (23–220 AD), Leiden: Brill Publishers, 2007.
Barber Elizabeth Wayland, Prehistoric Textiles: The Development of Cloth in the Neolithic and Bronze Ages with Special Reference to the Aegean, Princeton University Press, 1992.
Pain Stephanie, The Pharaoh’s pharmacists, New Scientist, Reed Business Information Ltd, 15 December 2007.

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