CBG: un alleato silenzioso.

CBG e le sue qualità: gli sviluppi della ricerca medica

La ricerca scientifica che si interessa delle infinite proprietà della canapa e dei suoi derivati prosegue ormai da molti anni.

È sempre più frequente guardare a questa pianta come vero e proprio contributo terapeutico.

Dotata di fortissime proprietà curative per alcune delle patologie più difficili da affrontare come l’Alzheimer, il Parkinson, Morbo di Crohn, la psoriasi e alcune delle più letali forme tumorali.

Cenni storico/scentifici: l’inizio della ricerca.

Uno dei contributi storici più significativi, che ha aperto la strada al successo commerciale e medico della cannabis, è stato sicuramente quello del professore emerito all’Università di Harvard e psichiatra Lester Grinspoon che già durante gli anni ’70 del 900 aveva compreso le qualità di questa pianta.

In realtà la sua ricerca era iniziata per dimostrare gli effetti dannosi che l’uso della canapa avrebbe avuto. Dopo numerose analisi, ha avuto un risultato diametralmente opposto alle sue prime convinzioni.

Lo studioso aveva ben capito quanto alcuni cannabinoidi contenuti nella pianta della canapa potessero tornare utili nella ricerca, tanto da giungere ad una vera e propria apologia sull’argomento.

Considerando infatti tutte le sostanze tossiche utilizzate dalle industrie farmaceutiche, la canapa e i suoi principi possono essere considerati tra i meno nocivi. 

Ovviamente il lavoro di ricerca sull’argomento è in pieno svolgimento e tutto questo si mischia alla questione morale, che spesso preoccupa i medici e che vede schierati, anche nell’opinione pubblica. Tra chi sostiene lo sviluppo dell’utilizzo della canapa anche come pianta curativa, e chi invece guarda l’argomento sotto la lente della sua psicoattività.

Infatti la pianta della canapa produce sia sostante psicotrope, sia non attive. Nel gruppo di queste ultime spicca il nome del Cannabigerolo (CBG), cannabinoide che, come il CBD, non è inserito nella lista delle sostanze psicoattive stilata a Vienna nel 1971.

Non è difficile infatti reperire informazioni a riguardo; ogni tipo di terapia, tuttavia deve essere approvata e condivisa dal medico curante. 

Cos’è il CBG?

Ma cosa è il CBG? È la prima proprietà che la pianta della canapa sviluppa, la prima molecola, si presenta sotto forma di acido cannabigerolico (CBGA).

Solo attraverso alcuni processi biochimici (sintesi) il CBG matura lasciando il posto al più noto THC, CBD, CBN e tutti gli altri cannabinoidi. 

Il lavoro dei ricercatori oggi si concentra sulle piccole quantità di CBGA/CBG che la pianta produce, in quantitá massicce nei primi giorni, per offrire un prodotto superconcertato che potrebbe aprire un nuovo modo di guardare la pianta della canapa a scopo medico: svolgerebbe infatti la funzione di antinfiammatorio, analgesico, anti fungino e antibiotico. 

Nuovi fronti:

È notizia degli ultimi giorni che la società Hemp Trading abbia collaborato con l’Università politecnica di Valencia all’elaborazione di una pianta in cui NON si giunge alla sintesi di molti cannabinoidi, tutto questo a favore di una concentrazione di CBG altissima anche nelle fasi di maturazione finali della pianta, fonti parlano di percentuali vicine al 15%. 

La ricerca medico-farmaceutica è instancabile e fornirà sicuramente delle alternative valide ai classici principi attivi (spesso di natura chimica) contenuti nei farmaci, per assicurare ai pazienti cure sempre meno invasive, che sfruttano soprattutto le sostanze già presenti in natura. Chiaramente, non bisogna lasciarsi abbagliare dalle continue notizie che ci vengono fornite su internet e che ogni giorno eleggono a “paladino della salute” di volta in volta una sostanza diversa o un alimento: le tesi devono essere sostenute sempre da prove mediche, da ricerche pubblicate dagli specializzati del settore, infatti potrete trovare in nota il collegamento diretto con l’Università politecnica di Valencia, che fornisce ogni informazione sull’argomento. 1

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
1: Universitat Politècnica De València.

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